Sicurezza sul lavoro: che cosa rischia il datore di lavoro non in regola

Oggi trattiamo un argomento delicato come quello della sicurezza sul lavoro. In particolare, è importante sapere anche che cosa rischia un datore di lavoro che non è in regola con la normativa.

Il rischio per chi non è in regola

Tutti i datori di lavoro che non sono in regola e non applicano le norme di sicurezza sul lavoro, corrono diversi rischi. Il discorso vale anche per chi applica parzialmente o in modo scorretto le disposizioni. In caso di infortunio sul lavoro controllo, il datore di lavoro è tenuto a comunicarlo all’INAIL. Ogni evento traumatico che comporta l’assenza del lavoratore per più di tre giorni lavorativi, richiede la comunicazione dei dati del lavoratore infortunato e anche dell’azienda. Purtroppo, ci sono ancora diversi imprenditori che non comunicano e vanno incontro a una sanzione che parte da 1.096,00 fino a 4.932,00 €. Anche nel caso di infortunio con prognosi inferiore ai 3 gironi, bisogna comunicarlo (più per fini statistici). Se la mancata comunicazione riguarda la seconda casistica, la sanzione pecuniaria si abbassa e va da 548,00 fino a un massimo di 1.972,80 €.

Che cosa succede nei casi più gravi

Purtroppo, esistono anche dei casi in cui il lavoratore ha una prognosi superiore ai 40 gg di malattia. In altri casi, durante l’infortunio sul lavoro controllo il lavoratore può perdere la vita. In questi casi, l’ufficio della Procura della Repubblica è obbligata a svolgere un’indagine e aprire un’azione penale.

Norme di sicurezza non applicate

Nel caso in cui il dipendente che si è infortunato per via di una mancata applicazione delle norme della sicurezza, a una vigilanza inadeguata o da un comportamento illecito o negligente da parte del datore, può far partire una querela e richiedere un risarcimento economico. Questi provvedimenti partono d’ufficio nei casi più gravi descritti sopra.

Se l’indagine, che sia d’ufficio o richiesta dall’infortunato,  dovesse accertare la colpevolezza del datore di lavoro, il lavoratore viene risarcito e al datore (o chi fa le veci di responsabile della sicurezza) spetta una sanzione amministrativa e, nei casi gravi, anche una condanna penale.