Riso in cagnone
Le origini La denominazione viene dal lombardo cagnun, che significa larva d'insetto: riso come larve, per l'aspetto che i chicchi di riso assumono dopo la cottura. E' un tipico primo piatto invernale cui si abbina un vino fragrante e secco, ma equilibrato, quale il Franciacorta Pinot o il Riesling dell'Oltrepo, se particolarmente ricco di stoffa.
Preparazione Cuocere il riso molto al dente in abbondante acqua salata; nel frattempo schiacciare l'aglio e friggerlo a color nocciola insieme al burro e alla salvia; scolare il riso e metterlo nei piatti; scartare l'aglio e versare il condimento e il grana sul riso; servire subito.
Per 6 persone - RISO: 500 g
- BURRO: 100 g
- AGLIO: 1 spicchio
- SALVIA: 6 foglie
- FORMAGGIO GRANA GRATTUGIATO: 80 g
- SALE: q.b.
Varianti il cagnone è diffuso in tutta la Lombardia occidentale, con scarsissime varianti, principalmente sulla quantità  di spicchi d'aglio per il soffritto (da uno ad alcuni, fino a parecchi), coś che oltre a Lodi, anche Milano, il Varesotto e la Lomellina ne vantano la paternità .
Valori nutrizionali (per porzione)
Energia (kcal)
485
Proteine (g)
10.7
Lipidi (g)
17.7
Glucidi (g)
65.8
Sodio (mg)
337
Colesterolo (mg)
49
Fibra (g) 1.2
Difficoltà: Modesta Preparazione: 30 minuti Stagionalità: Tutto l'anno
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