La mastoplastica additiva è uno degli interventi più richiesti in assoluto perciò conviene saperne subito qualcosa di più.
Perché aumentare il volume del seno
Il motivo principale per aumentare il volume del seno è di tipo estetico. Sono, infatti, in molte a far riferimento alla chirurgia plastica Roma e desiderare un seno più voluminoso maggiormente in linea con il resto della figura.
Quali protesi si usano per la mastoplastica additiva
Oggigiorno per la mastoplastica additiva, il chirurgo plastico utilizza delle protesi in gel di silicone. Sono quelle che maggiormente riproducono il seno naturale. Tuttavia, esistono anche altre soluzioni come la soluzione salina, sebbene venga usata meno.
Come scegliere la taglia delle protesi
Come si anticipava prima, lo scopo della chirurgia plastica roma, e della mastoplastica più specificatamente, è ritrovare una figura più armoniosa. La taglia del seno viene quindi scelta dal chirurgo in base a parametri come peso, altezza e girovita del paziente.
Dove si inseriscono le protesi
Le protesi in gel di silicone si possono inserire da sotto il seno oppure dal cavo ascellare. In chirurgia plastica Roma si può introdurre la protesi anche dal capezzolo, tutto dipende dalle valutazioni del chirurgo.
Può essere inserita sopra o sotto il muscolo gran pettorale. Nel primo caso, il seno si muove in maniera più naturale ma occorre fare attenzione a nascondere per bene i bordi delle protesi. Nel secondo caso, il seno è più statico e i bordi sono ben celati.
Che cosa succede dopo l’intervento
Dopo l’intervento di mastoplastica additiva, è necessario stare a riposo. Si ritorna dal chirurgo estetico per cambiare le medicazioni. Può essere necessario stare sdraiati con il busto alzato, inserendo un altro cuscino sotto alla schedina.
Occorre indossare guaine e tessuti specifici per far aderire il derma ai nuovi contorni, sebbene i primi risultati dell’intervento siano evidenti fin da subito. Non appena passa la tumefazione e il gonfiore, cioè all’incirca una settimana, si può lentamente tornare alla normalità, escludendo però l’attività fisica che dovrà attendere la completa rimarginazione delle piccole ferite.