Quando si parla di coxalgia, si fa riferimento a un dolore all’anca provocato da una problematica specifica che spesso porta alla necessità di protesi dell’anca, parziale o totale. Non bisogna quindi sottovalutare onde evitare la progressione della patologia. Detto ciò, vediamo di capire meglio come si presenta questo dolore e da che cosa è causato.
Dolore all’anca associato a coxartrosi: come si presenta
Il dolore all’anca rappresenta un campanello d’allarme importante della coxartrosi che altro non è che una patologia degenerativa a carico dell’articolazione. Oltre al dolore, compaiono anche difficoltà nei movimenti, tanto da avere bisogno di un servizio di ambulanze private a Roma.
Per capire come si presenta il dolore, meglio spiegare com’è fatta questa particolare articolazione. Fondamentalmente, è composto da due parti: femore e osso iliaco. Il femore entra all’interno dell’acetabolo e viene tenuto in questa posizione da delle fasce muscolari e un anello fibro cartilagineo che prende il nome di labbro acetabolare.
Le ossa sono coperte da uno strato di cartilagine per evitare che le due parti vengono in contatto. Con l’avanzare dell’età, sia lo strato di cartilagine che l’anello acetabolare si consumano.
Questa patologia è quindi tipica nelle persone anziane e deriva da questo progressivo decadimento dei tessuti connettivi. La malattia può evolvere e avanzare fino a portare alla completa perdita di funzionalità dell’articolazione. Inoltre, le parti coinvolte possono addirittura presentare uno stato di deformazione quando la coxartrosi è molto avanzata.
Tuttavia, può comunque succedere che questa malattia si presenti anche in pazienti giovani, soprattutto negli sportivi. Nel caso in cui l’attività sportiva praticata metta sotto stress l’articolazione, occorre monitorare le condizioni per prevenire il peggio.
Come si diagnostica la coxartrosi
Nel momento in cui il dolore che colpisce l’anca diventi costante occorre programmare una visita specialistica che prevede tre momenti significativi. Dopo l’analisi della storia clinica del paziente, il medico esegue un esame obiettivo che ha lo scopo di valutare il dolore percepito e le funzionalità dell’articolazione. Seguono poi le analisi e le indagini strumentali che comprendono la risonanza magnetica o, più spesso, la radiografia.